WHEN I GROW UP I WILL STABLE, WHEN I GROW UP I WILL TURN THE TABLE
Sono povera. Ho scoperto che esiste una cosa che si chiama assicurazione da pagare che unito a quell'altra cosa che risponde al nome di tassa universitara mi renderrano povera e triste nelle prossime settimane. Loro sono il male. Loro mi fanno soffrire e sono perciò il male. Certo se mi impegno un po' non faccio fatica a trovare qualcosa che mi fa più soffrire, ma non intacca il mio portafoglio ma solo il mio fegato, se ne avessi uno.
In questo clima (triste et grigio et tante altre cose brutte) di crisi devo porre dei tagli alle mie spese superflue, che rappresentano il 99% delle mie uscite. Niente più week end indie in quel di Piacenza, niente più spa che farà pure gay (cit) ma sti cazzi. Si invece alle cene pagate con le carte di credito altrui. Niente ubriacature moleste con amichette. Niente trasferte per vedere Adam Green e We're Scientists, ma si invece alle trasferte per vedere i Franz Ferdinand che tanto per il 12 luglio sarò tornata borghese. Si però anche ai Blood Red Shoes alla casa.
Si a questo e questo perchè è bello essere indie, anche a Milano.
No al bed and breakfast "ti chiedo la tua anima in cambio di fagioli" a Chelmsford, si però al campeggio. Si alle risate alla birra e agli inglesi ubriachi. No alle tende montate da me

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